Domande comuni sul mondo della pubblicazione e sui nostri servizi

lente

In che modo un editor può migliorare il mio libro?
Presenterete il mio libro a un editore?
Online, posso pubblicare da solo un libro cartaceo?
Se pubblico un testo su Amazon, in formato e-book, il libro è acquistabile anche in versione cartacea?
Qual è la differenza fondamentale tra editoria tradizionale e self publishing?
Perché siete contrari al contributo di pubblicazione per stampare il libro?
Perché molti autori preferiscono un editore tradizionale?
Molti dei vostri servizi sono mirati alla promozione: la vendita del libro è garantita?
Operate una selezione alle opere che vi chiedono di promuovere?
Chi c'è dietro AutoEditori.it?
Quali sono le vostre tariffe?


In che modo un editor può migliorare il mio libro?
Un editor può fare molto per assicurare una buona fruizione del tuo libro, sia che si tratti di un romanzo, che di un manuale o di un'autobiografia.
Nessuno conosce il segreto per scrivere un libro di successo ma la pratica (di lettura, di scrittura e di vendita) ci insegna quali sono gli errori da evitare per non scriverne uno che non funzioni, o che abbia pochissime possibilità di funzionare. Forma e contenuto vanno a braccetto nel costruire la gradevolezza della scrittura: un buon editing può migliorare entrambi questi aspetti (attraverso un editing stilistico o contenutistico) e rendere un testo più spendibile presso il suo pubblico di riferimento. Con un "passaggio" di editing, un testo può essere reso più scorrevole, più elegante, più corretto, e soprattutto più avvincente.
Visita la pagina del nostro servizio di editing per sapere in cosa consiste l'intervento di un editor professionista e quali sono i suoi costi.

Presenterete il mio libro a un editore?
No, ma ti insegniamo e aiutiamo a farlo da te nel migliore dei modi. Noi non siamo agenti letterari, non rappresentiamo gli autori e non partecipiamo ai loro utili. Quello che facciamo è assicurare una veste professionale al testo del libro, aiutare l'autore a scrivere una lettera di presentazione originale e una sinossi attraente da inviare agli editori assieme al manoscritto. La "core mission" di Autoeditori.it consiste nel favorire gli autori che scelgono la strada del self publishing, orientandoli sulle strategie e sui canali di vendita, e fornendo loro servizi mirati a veicolare il loro libro sul mercato.

Online, posso pubblicare da solo un libro cartaceo?
Sì. E hai anche più di un modo per farlo. Alla vendita on line viene erroneamente associato soltanto il formato digitale degli ebook mentre in realtà, sulle piattaforme di autopubblicazione, è possibile porre in vendita anche libri in formato cartaceo (e a un prezzo molto inferiore rispetto a quelli che si vendono nelle librerie, perché con questa formula di distribuzione non ci sono giacenze, ma soprattutto non ci sono troppi intermediari).

Se pubblico un testo su Amazon, in formato e-book, il libro è acquistabile anche in versione cartacea?
No. La pubblicazione di un ebook e di un libro cartaceo su Amazon sono due processi distinti tra loro. L'ebook si pubblica in formato Kindle, sulla piattaforma KDP (Kindle Direct Publishing), mentre il libro cartaceo va pubblicato su CreateSpace (sempre di Amazon, ma un'altra piattaforma), facendo attenzione a seguire le istruzioni di formattazione del testo.

Qual è la differenza più grande tra l'editoria tradizionale e il self publishing?
Nel mondo del self publishing, quello che fa la differenza è il modello di distribuzione, che invece di essere verticale, come nell'editoria tradizionale, è perfettamente orizzontale, permettendo a chiunque di pubblicare e mettere in vendita la propria opera.
Nel modello editoriale tradizionale, uno scrittore, per vendere il suo libro, deve prima cercare un editore che decida di stamparlo, distribuirlo e promuoverlo. Lasciando fuori da questa breve analisi l'editoria a pagamento (quella nella quale l'editore chiede all'autore un contributo per la stampa), perché non ci sogneremmo mai di consigliarla, nell'editoria tradizionale l'editore investe sull'autore e si sobbarca le varie spese di confezionamento, di stampa, di distribuzione e di promozione (quando questa viene fatta), in cambio della corresponsione di una modesta percentuale sulle vendite.
L'editoria tradizionale ha ovviamente molte barriere all'ingresso: è molto difficile che un editore investa su uno scrittore esordiente, soprattutto in tempi di crisi. Come ogni azienda, anche gli editori hanno un budget da gestire; è ovvio che solo una piccola parte di quel budget sarà destinato ad operazioni con un margine di rischio elevato. Un esordiente è un investimento più rischioso rispetto a un autore "collaudato".
Nel moderno modello del self publishing invece, l'autore non deve passare il vaglio di nessuno e può pubblicare autonomamente il proprio libro, in formato cartaceo e digitale. I canali sono Amazon, Google Play, Apple Store, Lulu.com (solo per citarne alcuni), mentre il target è l'intero pubblico della rete. Praticamente, nel nuovo modello, l'editore non serve piu'. L'autore è l'editore e il promotore di sé stesso. E questo è il bello e il brutto del selfpublishing: se da un lato la caratteristica di orizzontalità della rete offre la possibilità di competere con i grandi quasi ad armi pari, dall'altro costringe l'autore a sviluppare doti manageriali che potrebbe non possedere per sua inclinazione.
Con il self publishing infatti, è l'autore che deve necessariamente investire su sé stesso, almeno se vuole competere efficacemente sul mercato online. Deve investire in tempo e in apprendimento, per scegliere con cognizione di causa le piattaforme su cui mettere in vendita il libro, preparare i testi in formato ebook e cartaceo, ma soprattutto investire in promozione, perché è difficile che un libro venga scoperto se non lo si fa notare un po'. Se hai scritto un libro e ti appresti a pubblicarlo on line, scoprirai presto che, ancora prima di trovare un lettore, dovrai trovare un acquirente.
Quello della vendita è un processo che ha le sue proprie leggi, dettate dal mercato di riferimento (quello editoriale), e che ti conviene conoscere e utilizzare, almeno se vuoi che l'operazione abbia delle chance di successo. Spesso infatti accade che a vendere di più non siano i libri più pregevoli ma soltanto quelli più pubblicizzati. In una certa misura è naturale che sia così: nessuno può acquistare un prodotto che non conosce.
Inoltre il comportamento d'acquisto può essere stimolato con una comunicazione efficace del prodotto; le strategie di marketing sono volte anche ad incoraggiare la propensione all'acquisto del consumatore. La pubblicità infatti, se non ha il potere di influenzare il nostro comportamento in maniera diretta, può farlo in maniera indiretta, modificando il nostro atteggiamento, che a sua volta influenzerà il comportamento.
In una moderna concezione del marketing (orientato al mercato e non al prodotto), la comunicazione di un libro andrebbe pianificata ancora prima della sua scrittura. Nel self publishing, alla libertà dell'autore fa dunque da contrappeso la necessità di promuovere il libro da sé. Gli editori affermati hanno a disposizione budget ingenti per fare marketing ma, se è difficile competere con loro sui media tradizionali, la differenza di peso diventa minore nella competizione on line (dove l'abilità spesso conta più del budget).

Perché siete contrari al contributo di pubblicazione per stampare il libro?
Siamo contrari alle formule di pubblicazione a pagamento semplicemente perché non riteniamo corretto chiedere all'autore di investire sul proprio libro, sobbarcandosene le spese, e poi pretendere anche un ritorno degli investimenti sui quali si è lesinato. Inoltre, l'editore a pagamento non è necessariamente motivato a distribuire e vendere il libro, potendo contare su un guadagno immediato, con la stampa di un certo numero di copie; in questo modo l'autore non ha garanzie tangibili di vedere la sua opera distribuita come vorrebbe.

Perché molti autori preferiscono un editore tradizionale?
Le resistenze al nuovo modello sono dovute, a nostro avviso, in parte a fattori culturali, quali il considerare un autore pubblicato da un grande editore come un autore di talento (e spesso c'è del vero, visto che qualcuno lo ha scelto, e ha deciso di investire su di lui), e in parte a fattori materiali, come l'ignoranza del mezzo tecnico necessario all'autopubblicazione sui canali online, o la consapevolezza che con un editore si avrebbe anche una "vetrina" negli scaffali delle librerie, mentre con il self publishing bisogna occuparsi anche di spingere le vendite, per esempio creandosi da sé una propria vetrina (un sito web), o attraverso altre forme di marketing per veicolare il prodotto sul mercato in maniera efficace.

Molti dei vostri servizi sono mirati alla promozione: la vendita del libro è garantita?
Non illuderti: la pubblicità spinge le vendite ma non è capace di trasformare un cattivo libro in un best seller. Tuttavia esistono dei passaggi obbligatori per gli scrittori che vogliano vendere da soli i propri libri. Come farsi trovare, e conoscere. Se cerco un libro fra i Kindle e un titolo mi attira, non volendo comprare a scatola completamente chiusa, cerco sul web il nome dell'autore seguito dal titolo del libro. I risultati spesso mi dicono molto. Mi accorgo di qual è stata la cura con la quale lo scrittore ha confezionato il suo prodotto, a volte di quanto è sicuro o insicuro, altre di una scrittura approssimativa, e altre ancora di una certa invadenza, perché molte autopromozioni sono solo spam, e come tale vengono percepite da tutti, fuorché dall'autore che commette questo errore... Ma se in rete trovo solo una pagina Facebook con la copertina del libro e la foto dell'autore, magari senza una minima presentazione, un abstract o un assaggio di lettura, difficilmente comprerò il libro. Ecco perché una presenza online (che sia credibile e appetibile) è assolutamente necessaria.

Operate una selezione alle opere che vi chiedono di promuovere?
No, non ci arroghiamo il diritto-dovere di fare i censori; si tratta di una pratica adottata giocoforza dall'editoria tradizionale, ed è il motivo per cui un numero sempre crescente di persone sceglie di vendere il proprio libro attraverso le piattaforme di selfpublishing. A noi è sufficiente che il cliente sia ben informato e ben consapevole. Tuttavia, se dovessimo leggere il tuo libro, non mancheremmo di consigliarti un correttore, o un editor, qualora giudicassimo che il testo lo reclami, o addirittura di sconsigliartene la pubblicazione, se in coscienza nostra pensassimo che non hai proprio nessuna chance di essere letto. Noi non giochiamo con la credulità di entusiasti e super ottimisti: vogliamo creare un polo di servizi professionali per l'editoria online e contribuire concretamente alla sua buona qualità.

Chi c'è dietro AutoEditori.it?
I responsabili del progetto sono Fabrizio Ceciliani e Carmen Laterza ma dietro AutoEditori.it c'è un network di professionisti della comunicazione legati dall'esperienza nella scrittura professionale, provenienti dal gruppo Ghostwriters Roma (Luce Comunicazione), e dalle rispettive reti di relazioni professionali, che assistono quotidianamente gli autori nei processi di scrittura, editing, vendita e promozione di libri, attraverso servizi su misura dei quali le consulenze rappresentano una sorta di summa.

Quali sono le vostre tariffe?
Le nostre tariffe sono esposte accanto ai servizi che offriamo e nelle pagine ad essi relate. Se desideri ulteriori informazioni o un preventivo di spesa preciso, non esitare a contattarci (in questa pagina trovi tutte le nostre coordinate, anche telefoniche, assieme a un modulo per inviarci un messaggio via sito).


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